Dossier DA·F·0001
I tre volti della paura
Black Sabbath Les Trois Visages de la peur
Il film a episodi con cui Mario Bava e Boris Karloff attraversano tre forme della paura — l’inganno domestico, il vampiro che torna dai suoi cari, la vendetta dei morti — e la cui versione americana ne riscrive il senso.
- Titolo originale
- I tre volti della paura PRIM: Fonte primaria
- Titoli internazionali
- Black Sabbath (USA, 1964); Les Trois Visages de la peur (Francia) DOC: Documentato
- Anno e paese
- 1963 · Italia / Francia DOC: Documentato
- Regia
- Mario Bava PRIM: Fonte primaria
- Sceneggiatura
- Marcello Fondato, Alberto Bevilacqua, Mario Bava DOC: Documentato
- Fonti accreditate
- Racconti attribuiti a Čechov, Tolstoj e Maupassant (titoli di testa) PRIM: Fonte primaria
- Cast principale
- Boris Karloff, Mark Damon, Susy Andersen, Michèle Mercier, Lidia Alfonsi, Jacqueline Pierreux DOC: Documentato
- Fotografia
- Ubaldo Terzano, Mario Bava DOC: Documentato
- Musica
- Roberto Nicolosi (edizione italiana); Les Baxter (edizione AIP) DOC: Documentato
- Produzione
- Emmepi Cinematografica, Galatea Film, Société Cinématographique Lyre; partecipazione di American International Pictures INC: Informazione incompleta
- Distribuzione USA
- American International Pictures, 1964 DOC: Documentato
- Versioni note
- Edizione italiana e edizione americana AIP DOC: Documentato
In sintesi
I tre volti della paura è un film a episodi diretto da Mario Bava e presentato da Boris Karloff, che appare come narratore e interpreta il patriarca Gorca nell’episodio centrale. I tre racconti — «Il telefono», «I Wurdalak», «La goccia d’acqua» — mettono in scena tre modi diversi in cui il soprannaturale, o la sua minaccia, entra nello spazio privato: una telefonata, un parente che torna a casa, un oggetto rubato a una morta.
Per Dread Atlas il film è un punto d’accesso esemplare perché tiene insieme quasi tutte le domande dell’atlante: dichiara delle fonti letterarie◆ Fonte primariaDocumento originale consultato direttamente: testo, registro, copione, pellicola.Fonte: titoli di testa dell’edizione italiana, ne attribuisce alcune in modo dubbio○ Somiglianza non dimostrataPer due episodi su tre non è stato identificato un testo corrispondente., adatta un racconto preciso sul vurdalak e circola nel mondo in due versioni sostanzialmente diverse● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Lucas 2007; confronto redazionale tra le copie, al punto che uno degli episodi cambia genere passando da un paese all’altro.
Il contesto: il gotico italiano
Tra la fine degli anni Cinquanta e la metà dei Sessanta il cinema italiano produce un nucleo compatto di film gotici — castelli, cripte, ritratti, ritorni dei morti — spesso girati con budget ridotti e pensati anche per il mercato internazionale. La collezione sul gotico italiano ne segue la formazione da I vampiri (1957) a La maschera del demonio (1960) e oltre.
Due aspetti di quel sistema produttivo sono decisivi per capire I tre volti della paura. Il primo è la pratica della presa diretta assente e del doppiaggio integrale● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Curti 2015: i film venivano post-sincronizzati, il che rendeva naturale — e tecnicamente facile — riscrivere i dialoghi per ogni mercato (vedi doppiaggio). Il secondo è il rapporto con i distributori stranieri, in particolare American International Pictures, che aveva già distribuito negli Stati Uniti La maschera del demonio con il titolo Black Sunday.
Mario Bava
Direttore della fotografia di lungo corso e figlio d’arte, Bava firma la sua prima regia ufficiale con La maschera del demonio. In I tre volti della paura lavora per la prima volta a colori su un film gotico, e la critica ha insistito su come il colore — verdi, viola, rossi saturi, luci non giustificate da fonti realistiche — diventi uno strumento narrativo più che decorativo. Il colore, qui, non descrive gli ambienti ma il loro grado di contaminazione¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale.: l’isba dei Wurdalak è attraversata da luci fredde che non appartengono a nessuna lampada.
Boris Karloff, attore e narratore
Karloff ha una doppia funzione. All’inizio e alla fine si rivolge direttamente al pubblico come presentatore, secondo una formula che la televisione americana aveva reso familiare. Nell’episodio centrale è invece Gorca, il capofamiglia che torna a casa trasformato in vurdalak.
La doppia presenza ha conseguenze diverse nelle due versioni. Nell’edizione italiana la sua voce è affidata a un doppiatore italiano● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: confronto redazionale tra le copie, come d’uso; l’identità del doppiatore è in attesa di verifica… Informazione incompletaDato parziale o in attesa di verifica sulle fonti primarie.. Nell’edizione AIP Karloff parla con la propria voce e introduce ciascun episodio● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Lucas 2007, trasformando il film in una sorta di antologia presentata da un ospite.
I tre episodi
Il telefono
Rosy, sola nel suo appartamento, riceve telefonate da un uomo che sembra conoscere ogni suo movimento e che si presenta come Frank, un uomo appena evaso. Nell’edizione italiana l’episodio è un thriller: le telefonate sono un inganno e i legami tra Rosy, Frank e l’amica Mary sono tratteggiati con allusioni alla prostituzione e a una relazione tra le due donne● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Lucas 2007; Curti 2015. È il punto da cui parte il motivo del telefono minaccioso.
I Wurdalak
Il giovane nobile Vladimir d’Urfe trova sulla strada un cadavere decapitato con un pugnale nel cuore e chiede ospitalità a una famiglia contadina. Il patriarca Gorca è partito per uccidere il bandito turco Alibek, lasciando un ordine preciso: se tornerà dopo un certo tempo, non dovrà essere fatto entrare. Gorca torna, con la testa di Alibek, ma è già diventato un vurdalak, e comincia a richiamare a sé i suoi familiari, a partire dal nipote bambino. È l’episodio che adatta in modo riconoscibile La famiglia del Vurdalak di A. K. Tolstoj.
La goccia d’acqua
L’infermiera Helen Chester viene chiamata di notte a preparare il corpo di un’anziana medium, morta durante una seduta. Sfila dal dito del cadavere un anello. Tornata a casa, è assediata da segnali minimi — una goccia che cade, il ronzio di una mosca — finché la morta si manifesta. È il nodo del motivo del furto ai morti.
Fonti dichiarate e attribuzioni dubbie
I titoli di testa attribuiscono collettivamente i tre episodi a racconti di Čechov, Tolstoj e Maupassant. La redazione distingue tre situazioni molto diverse:
| Episodio | Fonte indicata | Stato |
|---|---|---|
| I Wurdalak | A. K. Tolstoj, La famiglia del Vurdalak | Derivazione verificabile sul testo |
| Il telefono | attribuito a Maupassant (credito collettivo) | Nessun racconto corrispondente identificato |
| La goccia d’acqua | attribuito a Čechov (credito collettivo) | Nessun racconto corrispondente identificato |
Per «I Wurdalak» la derivazione è verificabile punto per punto● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: confronto tra il racconto e il film: nomi (Gorca, Sdenka, d’Urfé), ordine del patriarca, ritorno, contagio familiare. Per gli altri due episodi la situazione è opposta: non è stato individuato alcun testo di partenza○ Somiglianza non dimostrataIl tono e i temi possono ricordare i due autori, ma l’affinità non prova una fonte., e un’attribuzione «di prestigio» a nomi celebri è una pratica commerciale nota nel cinema di genere del periodo. È plausibile che i crediti servissero a nobilitare il film più che a documentarne l’origine¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale.; finché non emerge una prova, la scheda resta aperta.
Il racconto di Tolstoj
La famiglia del Vurdalak fu scritto in francese da Aleksej Konstantinovič Tolstoj — cugino di secondo grado di Lev Tolstoj, da non confondere con lui● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti. — intorno al 1839◇ Attribuzione criticaLa datazione al 1839 è quella più diffusa negli studi; manca un manoscritto datato., e pubblicato per la prima volta in traduzione russa nel 1884● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti., dopo la morte dell’autore.
È un racconto a cornice: il marchese d’Urfé, durante il Congresso di Vienna, racconta un’avventura giovanile in un villaggio serbo. Il film elimina la cornice, ringiovanisce d’Urfé in Vladimir e sposta l’ambientazione in una campagna orientale non precisata. Mantiene invece l’architettura morale del racconto: il vurdalak non attacca estranei, ma le persone che ha amato● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti..
Che cos’è un vurdalak
La parola non appartiene in senso stretto al lessico folklorico serbo. È una forma letteraria russa che entra in circolazione con Puškin negli anni Trenta dell’Ottocento◇ Attribuzione criticaCollegamento proposto da studiosi o critici, motivato ma non confermato dagli autori.Fonte: vedi la voce Vurdalak, probabilmente come rielaborazione di termini slavi che indicano il lupo mannaro (volkolak, vukodlak). Il vurdalak cinematografico è quindi un ibrido di terzo grado: credenze balcaniche sui morti che tornano, una mistificazione letteraria francese, una poesia russa, un racconto aristocratico, un film italiano. La bloodline dedicata ricostruisce i passaggi.
Il vampiro che torna dalle persone amate
Il cuore dell’episodio è una regola: il morto torna da chi ha amato, e l’amore diventa il canale del contagio. Questo tratto ha un fondamento nelle cronache settecentesche sui casi serbi, nelle quali i presunti vampiri colpiscono innanzitutto familiari e vicini● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Visum et Repertum, 1732. Dread Atlas lo cataloga come motivo autonomo: il vampiro familiare, ovvero la famiglia come veicolo del contagio.
Nel film il contagio segue la struttura stessa della famiglia patriarcale: Gorca non perde autorità con la morte, la estende¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale.. Ogni membro che cede diventa un nuovo emissario del capofamiglia.
Il bambino vampiro
La scena più ricordata dell’episodio è il ritorno del piccolo Ivan, che chiama la madre dalla notte chiedendo di entrare. Il dispositivo combina due elementi: il bambino vampiro, che rovescia l’istinto di protezione in pericolo, e la regola della soglia, per cui il morto deve essere accolto. Quest’ultima, così formulata, è più letteraria che folklorica◇ Attribuzione criticaCollegamento proposto da studiosi o critici, motivato ma non confermato dagli autori.Fonte: vedi la voce Soglia e invito.
Il furto ai morti
In «La goccia d’acqua» la colpa è un furto minimo — un anello — commesso sul corpo di una medium. Il motivo del furto ai morti ha una lunga storia nelle leggende europee sul defunto che torna a reclamare ciò che gli è stato sottratto. Il film lo isola e lo riduce all’essenziale: non c’è un tesoro, solo un oggetto, e la punizione è sproporzionata come nelle leggende di ammonimento¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale..
Il campanello e la goccia: segnali del soprannaturale
Tutti e tre gli episodi affidano l’annuncio della minaccia a un suono: lo squillo del telefono, il vento e le voci fuori dall’isba, la goccia e il ronzio della mosca. Il suono funziona come un campanello d’allarme che precede l’immagine¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale.: sentiamo il soprannaturale prima di vederlo. Il motivo è schedato come il suono che annuncia il soprannaturale.
Il telefono come invasione dello spazio domestico
In «Il telefono» la minaccia arriva da un oggetto che, nel 1963, rappresentava ancora una relativa novità nelle case private. La porta chiusa non protegge più, perché la voce entra comunque¶ Interpretazione editorialeLettura della redazione, dichiarata come tale.. Questa intuizione attraversa il cinema successivo — dalle telefonate anonime dello slasher alle chiamate dall’interno della casa — ed è seguita nella voce Il telefono minaccioso, che registra le derivazioni come «somiglianza» finché non sono documentate.
Versione italiana e versione americana
La versione distribuita da AIP negli Stati Uniti nel 1964 non è un semplice adattamento linguistico. Il confronto completo documenta le differenze; in sintesi:
- Ordine degli episodi. Italia: Il telefono, I Wurdalak, La goccia d’acqua. Stati Uniti: La goccia d’acqua, Il telefono, I Wurdalak◆ Fonte primariaDocumento originale consultato direttamente: testo, registro, copione, pellicola.Fonte: copia AIP.
- Dialoghi modificati. Il doppiaggio inglese riscrive le battute di «Il telefono», eliminando le implicazioni sulla prostituzione e sulla relazione tra Rosy e Mary● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Lucas 2007.
- Da thriller a storia soprannaturale. Nell’edizione AIP Frank è morto e le telefonate arrivano dall’aldilà: l’episodio cambia genere● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: Lucas 2007; confronto redazionale.
- Colonne sonore. Le musiche di Roberto Nicolosi sono sostituite da una partitura di Les Baxter● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti..
- Finali. L’edizione italiana si chiude con una celebre rottura dell’illusione, che rivela il set e la troupe; l’edizione AIP la sostituisce● DocumentatoConfermato da più fonti affidabili e indipendenti.Fonte: confronto redazionale con un congedo più convenzionale.
Se queste modifiche siano state dettate da censura preventiva o da calcolo commerciale è una lettura critica diffusa, non un fatto documentato da carte di produzione◇ Attribuzione criticaCollegamento proposto da studiosi o critici, motivato ma non confermato dagli autori..
Edizioni home video
La storia materiale del film passa per decenni di copie televisive, VHS e DVD che hanno privilegiato ora l’una ora l’altra versione. Le edizioni digitali più recenti tendono a presentarle entrambe.
| Formato | Versione | Note | Stato |
|---|---|---|---|
| Televisione e VHS | AIP / italiana secondo il mercato | Copie spesso ritagliate, colore degradato | Da censire |
| DVD (anni 2000) | Italiana con sottotitoli; AIP in edizioni separate | Primo accesso diffuso al montaggio italiano fuori dall’Italia | Da verificare |
| Blu-ray (anni 2010) | Entrambe | Restauri in alta definizione; confronto possibile sullo stesso supporto | Da verificare |
Influenza culturale
L’eredità più citata è musicale: il gruppo di Birmingham che nel 1969 prende il nome Black Sabbath ha dichiarato di essersi ispirato al titolo americano del film◐ Dichiarato dall’autoreAffermazione dell’autore, del regista o della produzione: attendibile come testimonianza, non come prova.Fonte: interviste ai membri del gruppo. Sul piano cinematografico, l’episodio dei Wurdalak resta uno dei riferimenti obbligati per il vampiro familiare nel cinema europeo, e il racconto di Tolstoj viene riadattato in Italia già nel 1972 con La notte dei diavoli. Le affinità con numerosi horror successivi a episodi o con telefonate minacciose○ Somiglianza non dimostrataAffinità evidente ma senza prova di derivazione diretta. sono registrate nell’atlante come somiglianze, non come influenze, finché non emergono dichiarazioni o prove.
- 1839 Letteratura
A. K. Tolstoj scrive in francese «La Famille du Vourdalak»
ATTR: Attribuzione critica - 1884 Letteratura
Prima pubblicazione del racconto, in traduzione russa
DOC: Documentato - 1960 Cinema
La maschera del demonio: primo film firmato da Bava, distribuito negli USA da AIP
DOC: Documentato - 1963 Cinema
Uscita italiana di I tre volti della paura
DOC: Documentato - 1964 Versioni
Uscita americana come Black Sabbath, rimontato e ridoppiato da AIP
DOC: Documentato - 1969 Cinema
Un gruppo di Birmingham adotta il nome Black Sabbath
DICH: Dichiarato dall’autore - 1972 Cinema
La notte dei diavoli di Giorgio Ferroni torna al racconto di Tolstoj
ATTR: Attribuzione critica - 2007 Studi
Tim Lucas pubblica la monografia «Mario Bava: All the Colors of the Dark»
DOC: Documentato
Connessioni
30 connessioni dirette · 15 collegamenti più distanti. Le linee tratteggiate indicano legami deboli o non dimostrati.
- Film
- Creatura · rituale
- Motivo
- Fonte
- Persona
- Legame debole
Persone (7)
Mario Bava
Boris Karloff
American International Pictures
Aleksej K. Tolstoj
Anton Čechov
Guy de Maupassant
Black Sabbath (gruppo musicale)
Fonti (1)
La famiglia del Vurdalak
Creature (3)
Vurdalak
- Area
- Russia, Balcani
- Prime attestazioni
- Puškin, anni 1830
Vampiro
- Area
- Balcani, Europa centrale
- Prime attestazioni
- 1725 (caso di Kisiljevo)
Revenant
- Area
- Inghilterra medievale, Europa occidentale
- Prime attestazioni
- Cronache inglesi del XII secolo
Motivi (5)
Il vampiro familiare
Il bambino vampiro
Il furto ai morti
Il telefono minaccioso
Il suono che annuncia il soprannaturale
Credenze e rituali (1)
La soglia e l’invito
Collezioni (1)
Gotico italiano
Glossario (4)
Doppiaggio
Censura
Montaggio alternativo
Adattamento letterario
Versioni (2)
I tre volti della paura vs Black Sabbath
I tre volti della paura vs Black Sabbath
Bloodlines (1)
Il vurdalak, dal folklore al cinema
Luoghi (2)
Europa orientale
Roma
Film (2)
La maschera del demonio
Black Sunday
La notte dei diavoli
Night of the Devils
Journal (2)
Il credito a Čechov: una fonte che non si trova
Perché Dread Atlas comincia da I tre volti della paura
- Film modificati dal doppiaggio collezione · tramite American International Pictures
- Sem’ja vurdalakov film · tramite La famiglia del Vurdalak
- Vienna luogo · tramite La famiglia del Vurdalak
- La Guzla fonte · tramite La famiglia del Vurdalak
- Vampiri dell’Europa orientale collezione · tramite Vurdalak
- Strigoi creatura · tramite Vurdalak
- Protezioni contro i morti credenza o rituale · tramite Vampiro
- Visum et Repertum fonte · tramite Vampiro
- Kisiljevo luogo · tramite Vampiro
- Medveđa luogo · tramite Vampiro
- The Vampyre (Polidori, 1819) fonte · tramite Vampiro
- Dracula (Stoker, 1897) fonte · tramite Vampiro
- Historia rerum Anglicarum (Guglielmo di Newburgh) fonte · tramite Revenant
- I vampiri (Freda, 1957) film · tramite Gotico italiano
- Vij (Gogol’, 1835) fonte · tramite La maschera del demonio
Controversie aperte
- Le fonti di «Il telefono» e «La goccia d’acqua»: i crediti indicano Čechov e Maupassant, ma nessun racconto corrispondente è stato identificato. La redazione mantiene aperta la voce.
- Il ruolo produttivo esatto di AIP (coproduzione, prevendita o sola distribuzione) è descritto in modo diverso dalle fonti consultate.
Bibliografia
- Fonte primariaA. K. Tolstoj, La Famille du Vourdalak (c. 1839); trad. it. La famiglia del Vurdalak, varie edizioni.
- StudioTim Lucas, Mario Bava: All the Colors of the Dark, Video Watchdog, Cincinnati 2007.
- StudioAlberto Pezzotta, Mario Bava, Il Castoro, Milano 1995 (ed. aggiornate successive).
- StudioRoberto Curti, Italian Gothic Horror Films, 1957–1969, McFarland, Jefferson 2015.
- Fonte primariaCopia dell’edizione italiana: titoli di testa, ordine degli episodi, colonna sonora Nicolosi (visione redazionale).
- Fonte primariaCopia dell’edizione AIP Black Sabbath: ordine degli episodi, introduzioni di Karloff, colonna sonora Baxter (visione redazionale).
Cronologia delle revisioni
- Riclassificate come «Somiglianza non dimostrata» le attribuzioni a Čechov e Maupassant.— Redazione
- Aggiunta la sezione sulle colonne sonore e la tabella delle edizioni home video (da completare).— Redazione
- Prima stesura del dossier e dei collegamenti al nucleo vurdalak.— Redazione
Come citare questa pagina
Redazione Dread Atlas, «I tre volti della paura», Dread Atlas, Scheda DA·F·0001, aggiornato 8 ottobre 2026. https://macabralia.com/film/i-tre-volti-della-paura-1963/